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63° FESTIVAL DI LOCARNO: "AU FOND DES BOIS"

Il film di Benoit Jacquot ha aperto in Piazza Grande la nuova edizione del festival

Siamo in un villaggio a sud della Francia, nel 1865. E’ qui che nasce la strana storia d’amore tra Timothée e Josephine.
Lui è un vagabondo con particolari "poteri", mentre lei è una fanciulla di buona famiglia, figlia di un medico.
Per Timothée è un vero colpo di fulmine: non può fare a meno di pensare a lei, dal primo giorno che l’ha vista, quindi non fa altro che seguirla e osservarla da lontano, ma vorrebbe tanto che fosse sua. Josephine inizialmente non sa nemmeno della sua esistenza, finché un giorno il giovane, fingendosi sordomuto, riesce a farsi invitare a cena da suo padre.
Lui fa di tutto per attirare l’attenzione della ragazza, che alla fine non può fare a meno di rimanere affascinata dai suoi trucchi. Trucchi che il giorno seguente lui userà per approfittare di lei. Josephine è impaurita ma al tempo stesso attratta da Timothée, che esercita sulla ragazza un potere ipnotico.
Quindi la vediamo seguire il ragazzo per il bosco nel suo girovagare e accettare i suoi continui abusi, finché non arriveranno le forze dell’ordine a "liberarla". Ma sarà stata vera "prigionia"?

Un film decisamente controverso quello di Benoit Jacquot, in cui amore e psiche si fondono fino a confondersi. Lo stesso vale per i due protagonisti: lei sembra fin da subito la "vittima" designata (non a caso c’è una scena in cui ci appare come Ofelia), ma poi iniziamo a dubitare che il ragazzo sia il vero "carnefice". Non a caso il regista ha dichiarato di vedere i due come un unico personaggio. E gli interpreti, ovvero Isild Le Besco e Nahuel Perez Biscayar, sono stati molto bravi a rendere questa idea.
“Au fond des bois”, questo il titolo (tradotto in inglese “Deep in the Woods”), è un susseguirsi di luci e ombre, dove i confini tra bene e male sono estremamente labili.
La storia assume talvolta i contorni da favola, soprattutto per le via delle ambientazioni e delle suggestioni, ma è estremamente reale nei suoi momenti più "forti" e "crudi".
Il pubblico potrebbe rimanerne affascinato, come annoiato.
“Au fond des bois”, proiettato in prima mondiale in Piazza Grande, ha aperto (a nostro avviso in maniera non banale, ma intrigante) la 63° edizione del Festival del film di Locarno.

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Autore: Laura Frigerio
05/08/2010 - 0.39.00
 
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63° Festival di Locarno: "Au fond des bois"
Foto: 63° Festival di Locarno: "Au fond des bois"
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