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FESTIVAL DI VILLA ARCONATI: LA GRANDE MUSICA RISUONA NELL'HINTERLAND

Herbie Hancock e Tori Amos tra gli artisti pił attesi della 21ma rassegna del prestigioso Festival estivo

 

Un progetto nasce sempre dall’entusiasmo di chi lo crea. Ma basterà, quell’entusiasmo, a farlo rimanere in vita, a farlo crescere, durare nel tempo? E’ l’incognita che sempre accompagna ogni nuova "avventura" e lo stesso è accaduto a chi, ormai 25 anni fa, pensò di aprire la propria casa per farci entrar dentro la musica. E’ questo l’evento che diede inizio a quello che oggi è uno degli appuntamenti più attesi dell’inizio dell’estate lombarda, il Festival di Villa Arconati. All’inizio la splendida Villa fu cornice di concerti di musica classica poi, dal 1989 la rassegna lascerà il posto al “Festival” vero e proprio che guarderà verso il jazz migliore e il cantautorato di qualità.

Tutte caratteristiche che ritroviamo nell’edizione di quest’anno dove convivono Herbie Hancock e Tori Amos insieme a Paco de Lucia e alla sempre presente Orchestra Verdi. Una ricetta vincente in tempo di crisi, che permette alla kermesse di riuscire nella piccola grande impresa di portare nell’hinterland milanese artisti di fama internazionale e mezza città di Milano fuori dai confini cittadini.

Ad aprire la sezione più “moderna” del festival, lo scorso 29 giugno, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, i 2 musicisti che, con una voce e un contrabbasso, sanno creare atmosfere suggestive, momenti di ilarità e sfiorare le profonde malinconie del jazz; un concerto che è stato degno preludio dell'appuntamento del 30 giugno, quello con il grande Herbie Hancock e dell’appuntamento del 5 luglio con il jazz made in Italy di Enrico Rava. Da segnalare gli appuntamenti dedicati al teatro e a 2 dei suoi più apprezzati protagonisti del momento: Gian Maria Testa (8 luglio) e Marco Paolini (17 luglio).

Tra i più attesi l’appuntamento con il rock sui generis di Tori Amos, icona del rock al femminile, originale e raffinata cantautrice e le 2 date "votate" alla musica latina con Devendra Banhart il 14 luglio e lo strepitoso chitarrista Paco De Lucia il 15 luglio. A chiudere il Festival la performance di Neffa, cantautore italiano forse originale rispetto alle tendenze musicali del pop di casa nostra, ma forse poco più che un supporter rispetto ai nomi che il Festival ha portato a Castellazzo in questo ventunesimo anno di attività.

Accanto ai concerti jazz-pop il Festival non "trascura" la sezione classica, quella delle origini: sezione che da qualche anno nasce con l’importante contributo dell’Orchestra Verdi che si trasferisce dall’Auditorium “Cariplo” ai giardini della Villa alla fine di ogni stagione. L’Orchestra, diretta da Ruben Jais, ha fatto risuonare le note dell’Uccello di fuoco di Stravinskij lo scorso 26 giugno. A rendere ancora più ricca l'offerta conferenze e tavole rotonde che fanno della musica e del teatro i loro “argomenti” preferiti.

Insomma, l’entusiasmo di chi ha dato inizio a questo “viaggio” sembra essere bastato a farne qualcosa di più di un’avventura: un motivo per continuare per chi risente della crisi, un segno di speranza per chi ancora ha dei sogni.

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Autore: Giuseppe Califano
08/07/2010 - 19.09.00
 
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Festival di Villa Arconati: la grande musica risuona nell'hinterland
Foto: Festival di Villa Arconati: la grande musica risuona nell'hinterland
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