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MI AMI 2010: MUSICA IMPORTANTE A MILANO

Vi raccontiamo il festival rock più cool di Milano

 

Meno male che in Italia si riesce ancora a credere. E forse questo il pensiero che può accomunare i tantissimi presenti al Mi Ami Festival di quest'anno.
"Puoi dirlo a tutti" che qualcuno ci crede ancora. Il Mi Ami è la più grande manifestazione di musica italiana, ed indipendente, che si possa trovare nello stivale.
A volte una rimpatriata tra amici e artisti sparsi per la penisola, a volte il modo per conoscere nuove realtà o per constatare se il gruppo ascoltato su disco abbia la stessa capacità di trasmettere emozioni anche nei live.

Nel verde della Milano periferica, precisamente all'Idroscalo, all'interno dello spazio del Circolo Magnolia, due palchi, il famoso spazio dedicato alle bancarelle, punti ristoro e tanti visi.
Tre giorni (dal 4 al 6 giugno) all'insegna della buona musica italiana, a partire dal pomeriggio, con sole e occhiali alla mano, per finire a ballare fino a notte inoltrata.
Una situazione atipica per il panorama italico. Un modo per ribadire di crederci.

E nei tre giorni i concerti, ma di quelli belli, te ne trovi tanti.
Si inizia con la rivelazione Bud Spencer Blues Explosion, giovane duo chitarra-batteria dalle trame forti, passando per la promessa A Classic Education, finendo su, oramai, due capi saldi della musica alternativa italiana, Teatro degli Orrori e Giardini di Mirò. I primi, da un paio di anni a questa parte, stanno conquistando i palchi di tutta Italia con un mix di rock potente e parole che tagliano come lame, i Giardini di Mirò, invece, rimangono, dimostrandolo sempre più, una delle perle meravigliose della collana della musica italiana (riduttivo parlare solo di Italia).

Il secondo giorno mescola giovani promesse come i Buzz Aldrin e i Drink to Me con due pilastri quali gli Africa Unite (si, c'è anche il raggae al Mi Ami!) e gli Zen Circus, accompagnati per l'occasione da Nada (si, proprio quella di "Amore disperato"!). Da citare anche i divertenti Ex Otago (di cui probabilmente tutti conoscono un componente, senza forse saperlo) che si ritrovano a suonare sotto lo scoppiettio dei fuochi artificiali. 

L'ultimo giorno annota in cartellone altre due band di grande spessore come Perturbazione e Tre Allegri Ragazzi Morti. Due manifesti, simili ma diversi, del panorama italiano. Da una parte i fumetti, il punk-rock divenuto raggae-rock, le maschere a forma di scheletro, dall'altra l'amore e la normalità della vita cantati col cuore, con l'anima, con il sorriso. In aggiunta My Awesome Mixtape, Brunori S.a.s. e The Tigers of Mompracem, nomi da segnarsi assolutamente.

I tre giorni finiscono con tante birre spillate, con tante spillette raccimolate e tanta musica in testa. Chissà quante persone, dopo un Mi Ami così, hanno ripreso in mano la chitarra e riniziato a scrivere canzoni per far del bene  a se stessi e agli altri. Che a volte nella vita, basta semplicemente un po' più di musica

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Autore: Mattia Barro
29/06/2010 - 14.06.00
 
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Mi Ami 2010: Musica Importante a Milano
Foto: Mi Ami 2010: Musica Importante a Milano
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