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MITO: UN BILANCIO IN "PAREGGIO"

A Festival concluso è il momento di "tirare le somme" per la kermesse musicale più "ricca" della città

 

E’ difficile parlare di "difetti" rispetto ad una manifestazione che propone oltre 200 concerti in 20 giorni, di ogni genere e di grande fascino (se non addirittura imperdibili...): MiTo, insomma, ha tutte le carte in regola per essere il Festival dei Festival musicali. Ma arrivati alla fine di questa IV edizione conclusasi venerdì 24 settembre è il momento di tirare le somme e capire se MiTo è stato all’altezza delle aspettative (altissime) che ogni anno propone alla città.
Una festa della musica lo è stata, senza dubbio: musica di ogni genere e in ogni luogo, funzioni religiose con musica di cantori francesi, rock avanguardista più che mai, musica antica, barocca con i migliori interpreti e grandi orchestre (e solisti) a contendersi la scena e gli applausi di un pubblico affezionatissimo. E questo è un punto a favore del Festival.

Ma, come è accaduto anche per le edizioni degli anni passati, tutto è finito un po’ “sottotono”. Forse perché la pubblicità che accompagna gli esordi non ha la stessa intensità e non ci sono più le affollatissime conferenze stampa che animano l’inizio della kermesse e che vedono impegnati molti “addetti” a fare in modo che si sappia che meriti ne hanno anche loro. O magari perché la maggior parte dei grandi eventi è concentrata nelle prime date e non c’è nessuna grande festa di chiusura come per l’inizio dei giochi. Forse perché anche i media hanno un calo “fisiologico” nel seguire un Festival così carico di eventi e allora se non ci sono telecamere molti evitano di presenziare e apparire. Punto sfavorevole.

Ma la vera sfida si gioca su quelli che sono i "punti di forza" (e i più innovativi) della kermesse. Innanzi tutto gli orari degli spettacoli sparsi lungo tutta la giornata: “Qui si entra in MiTo” si legge andando in giro per la città: quanti hanno raccolto l’invito mentre correvano tra un tram e l’altro? Da questo punto di vista però pensiamo che ci sia una “scommessa artistica” e allora se qualche evento ha certamente avuto meno pubblico di quelli serali sicuramente ha però offerto ai partecipanti un’oasi di pace nel tripudio di impegni che ognuno di noi ha nell’arco delle nostre affollatissime giornate. Dunque: un punto favorevole.

Ma forse la caratteristica più bella del Festival, quella di creare un corto circuito tra le epoche, gli stili e i generi, è quella che più di altre non raggiunge l’obiettivo. Quanti hanno sfogliato il programma guardando di tutto un po’ e poi è andato a cercarsi gli eventi relativi alla “sezione” che da sempre ama? Quanti appassionati di grandi direttori, ad esempio, sono "piombati" a guardare i dervishi turchi nelle loro “rotazioni mistiche” o i gruppi rock d’avanguardia? Anche qui una sfida e una scommessa artistica (che è quella di MiTo che a noi piace più di ogni altra): ma se c’è una scommessa allora si può anche perdere. Punto sfavorevole.

Insomma, alla fine, a nostro modesto parere, c’è un pareggio tra aspettative attese e disattese: MiTo rimane un grande Festival ed è innegabile che la quantità (e anche la qualità è medio-alta) degli eventi lo rende la kermesse con la maggiore offerta in Italia. Ma come tutte le cose che sembrano "invincibili" il punto debole si nasconde proprio lì dove sembra essere custodita la sua forza: il tallone d'Achille di MiTo forse è proprio il numero elevatissimo di concerti in programma e la difficoltà di riuscire a trovare un filo e nel trovarlo seguirlo senza riuscire o volere guardare tutto il resto della musica intorno.

Forse ci vorrebbe più tempo, forse sarebbe bello pensare di dare più spazio a questi eventi, di averne magari qualcuno in meno durante gli iper-frenetici 20 giorni di programmazione settembrina e qualcuno durante l’anno: che possa dare uno spunto, che possa far venire l’acquolina di ascoltare qualcosa di diverso. Certo “darsi tempo” non è una prerogativa dei nostri giorni, ma potremmo almeno provare a darcene quando si parla di arte. In fondo se non lì, cos’altro ci rimane?
Punto in sospeso...

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Autore: giuseppe.califano@milanoweb.com
26/09/2010 - 11.25.00
 
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MiTo: un bilancio in "pareggio"
Foto: MiTo: un bilancio in "pareggio"
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