LA MILANESIANA 2010: SALMAN RUSHDIE
Vi raccontiamo l'incontro con il celebre scrittore, ospite del festival milanese
Salman Rushdie è il classico personaggio che non ha bisogno di presentazioni, ma se è proprio necessario vi ricordiamo che è uno degli scrittori più celebri al mondo.
Nato a Bombay (India), ma di cittadinanza britannica, si è fatto conoscere a livello internazionale nel 1988 con “I versi satanici”, opera considerata blasfema dagli islamici che arrivarono persino a proclamare per lui una sentenza di condanna a morte (mai caduta).
Attivo dal 1975, ha pubblicato diversi libri ultimo dei quali è “L'incantatrice di Firenze” del 2008.
Salman Rushdie è stato uno degli ospiti speciali di questa 11° edizione de La Milanesiana. Protagonista di un "Aperitivo con gli autori" su "I paradossi della povertà", ha parlato non solo delle sue opere, ma anche della sua terra d'origine.
Ai tempi de "I figli della mezzanotte" (1980) diceva di non essere fatto per il Nobel. Lo pensa ancora?
"Innanzitutto io credo che si possa parlare di Nobel una volta che lo si è vinto. Poi bisogna dire che la maggior parte dei grandi scrittori degli ultimi cento (e più) anni non l'hanno mai ricevuto. Qualche esempio? Tolstoj e Nabokov."
C'è chi sostiene che senza Gabriel Garcia Màrquez non ci sarebbe mai stato Salman Rushdie. Lei che cosa risponde?
"Tutti siamo stati influenzati in qualche modo da Màrquez. Però bisogna dire che lui parla soprattutto di campagna (soprattutto in Cent'anni di solitudine), io invece sono uno scrittore della città."
Secondo lei, tra le religioni, c'è oggi più tolleranza e dialogo rispetto ad un tempo?
"Non sembrerebbe vedendo come gli estremisti hanno reagito contro Wendy Doniger, che ha scritto un libro sull'Induismo. Il problema è che ora in India ogni religione cerca di limitare le discussioni intorno ad esse. Fino all'Impero Britannico, nel diciannovesimo secolo, c'erano diverse pratiche religiose e sono stati gli inglesi ad introdurne una sola. Nel cuore dell'induismo, quindi, c'è una varietà che si cerca di negare. L'estremismo è una delle conseguenze di questo stato di cose ed è alimentato da una rabbia causato dalla povertà."
A proposito di povertà: come vede questo divario sempre più ampio tra ricchi e poveri?
"La mia scrittura si ispira al sud-est asiatico e lì le persone sono tantissime ed estremamente povere. Il divario con i ricchi si amplia sempre di più. Si tratta di un problema che continuerà ad impedire lo sviluppo di quei paesi. Si parla tanto di un miracolo economico dell'India, ma finché non ci sarà una vera distribuzione della ricchezza non sarà mai una società sana."