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BONDI RIFIUTA L'INVITO AL FESTIVAL DI CANNES

Il Ministro della Cultura decide per il forfait a causa della presenza, in rassegna, del film "Draquila"

 

Quattro anni fa (ormai), durante i mondiali (quelli vinti dall’Italia), il mio insegnante di Estetica (poi grande amico), mi chiamò al telefono per sapere come vivevo la mia estate post-esame: mentre parlavamo sentì "rumori sospetti" provenire dal suo apparecchio telefonico e mi disse: “Non starai mica guardando la partita?”. Beh, il calcio non mi appassiona affatto, ma, devo ammetterlo, i mondiali di 4 anni fa…li ho seguiti, se non altro per non risultare completamente asociale a chi mi stava intorno.

E continuò: “Non cadere anche tu nella trappola! Il calcio è la nuova droga del popolo!”. Confesso che in quel momento la frase mi sembrò solo una simpatica butade: poi col tempo ho capito che in fondo era tutto vero.

L’Italia è un Paese strano (e non è una novità): lo spirito patriottico viene fuori ogni 4 anni, per il resto del tempo tutti “nemici” o “amici” a seconda delle occasioni; i ritmi del calcio dettano i ritmi della società, condizionano le domeniche cittadine, il calcio “mangia” spazi televisivi enormi e consuma ore di trasmissioni che, per chi di calcio non è appassionato, risultano davvero troppe. Per non parlare dei grandi problemi che "sconvolgono" il mondo del pallone: “Era rigore o no?” e così avanti per ore.

Tutto questo clamore per un pallone bianco e nero che rotola è ormai una mentalità che fa tutt’uno con l’essere italiani e con il modello culturale che ci viene quotidianamente venduto in televisione e dalla politica (sono i politici che hanno inventato la “discesa in campo”, la “scelta di campo”) dunque con il nostro modo di pensare, anche al di fuori del rettangolo di gioco.

La conferma è arrivata pochi giorni fa: è ufficiale, la serie A e la serie B da oggi non saranno solo quelle calcistiche, ma interesseranno anche la cultura. La decisione è stata del Ministro Bondi in persona, che ha declinato (meglio dire rifiutato) l’invito al Festival di Cannes, a causa della presenza di un film non gradito per i suoi contenuti, decretandone dunque la "recessione" in Serie B.

Un film che a quanto pare non sarebbe gradito agli italiani. Ma chi di voi lo ha visto? Io non ne ho avuto ancora il piacere. Ma perché poi il Ministro dovrebbe conoscere i miei "gusti" o i vostri? Insomma Bondi ha vestito i panni del Mister e ha deciso chi scende in campo e chi no, cosa ci fa bene e cosa no, ha decretato dov’è la serie A e dov’è la Serie B.

Ma l’Italia non è una squadra, la politica non è il Fantacalcio e Bondi non è un allenatore bensì un rappresentante della cultura italiana per intero; per giunta noi non giochiamo contro nessuno e il nostro spirito critico vorremmo continuare ad esercitarlo da soli: la cultura non può essere trattata come uno striscione dello stadio, gradito o non gradito a questo o all’altro club.

Un film può essere sferzante, irriverente, può essere satirico e anche di cattivo gusto se volete, ma rimane un “prodotto culturale”, che non può essere classificato “da serie A” o “da serie B” per il suo contenuto: non in base a ciò che viene detto o all’immagine che ne viene fuori del nostro Paese.

Chi guarderà il film (parliamo di giudici di Cannes, non del “quarto uomo” della Champions League) sa benissimo che una pellicola offre uno sguardo di parte su qualsiasi argomento, perché è la sfida insita in ogni opera d’arte. Solo la qualità artistica può far scaturire il giudizio positivo o negativo su un’opera. Non vorremmo scomodare parole importanti, ma andare a “colpire” i contenuti è un atteggiamento molto pericoloso.

Ogni opera d’arte contiene in sé un elemento di contestazione verso qualcosa: anche la Traviata di Verdi è una critica decisa al mondo degli ipocriti borghesi in ascesa. Insomma, va bene fare il tifo, ma non vorremmo ritrovarci un arbitro che fischia un fallo mentre Violetta canta “Amami, Alfredo”…

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Autore: giuseppe.califano@milanoweb.com
14/05/2010 - 8.43.00
 
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Bondi rifiuta l'invito al Festival di Cannes
Foto: Bondi rifiuta l'invito al Festival di Cannes
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