64° FESTIVAL DI LOCARNO: "HEADHUNTERS"
Nikolaj Coster-Waldau nel film di Morten Tyldum presentato in Piazza Grande. MilanoFestival ha incontrato regista e cast
Roger è un uomo dalla doppia vita: da una parte c’è quella "ufficiale" come "cacciatore di teste" sposato con una bellissima gallerista di nome Diana, dall’altra quella nascosta di ladro di opere d’arte.
La sua prossima vittima? Clas Greve, un alto dirigente dell’industria elettronica in possesso di un quadro pregiato che permetterebbe a Roger di risolvere tutti i suoi problemi finanziari. Al momento del colpo, pero’, succederà qualcosa che cambierà l’uomo e darà il via alla sua catarsi.
Questo, in breve, è quanto succede in “Headhunters”, film norvegese presentato in Piazza Grande al 64° Festival del Film Locarno.
A dirigerlo Morten Tyldum, che nel cast ha voluto Aksel Hennie, Synnøve Macody lund e Nikolaj Coster-Waldau, che sta vivendo un momento di particolare visibilità grazie alla serie tv “Games of Thrones”.
Noi di MilanoFestival li abbiamo incontrati...
Questo film mischia generi diversi. Come si è arrivati alla giusta combinazione?
Morten Tyldum: "Non volevamo fare un film semplice e già in fase di sceneggiatura abbiamo cercato di trovare il giusto equilibrio affinchè gli elementi drammatici non rubassero al thriller e viceversa. Poi volevamo dare spazio all’humor nero, senza pero’ risultare buffi".
Parliamo del cuore del film, ovvero la trasformazione del protagonista...
Morten Tyldum: "Il cambiamento di Roger è estremo, deve passare tra purgatorio e inferno prima di piacersi. Ha bisogno di questo viaggio, di questa catarsi".
Aksel Hennie: "Roger deve passare attraverso una serie di problemi prima di diventare amabile. E’ anche per questo che ho pensato subito che volevo interpretarlo. 'Headhunters' è un film molto fisico e al tempo stesso psicologico".
Nicolaj, che ci dici invece del "tuo" Clas?
Nikolaj Coster-Waldau: "Di fronte al mio personaggio ci si chiede quanto si possa andare avanti per arrivare al Nirvana. Beh lui è disposto ad andare molto avanti. Comunque posso dire che è stato molto divertente interpretarlo".
E arriviamo a Diana...
Morten Tyldum: "Volevamo presentarla attraverso gli occhi di Roger e quindi in modo maschilista. Lui è come se non la vedesse veramente, non crede che lei lo ami veramente e quindi cerca di conquistarla attraverso una serie di regali".
Marianne Gray: "Nel film Diana viene trattata come un oggetto. A parte questo devo dire che mi è piaciuto interpretarla e mi spiace di non aver iniziato prima a recitare, io infatti nasco come critico cinematografico".
Morten Tyldum: "Prima ho controllato su internet per vedere cosa aveva detto dei miei precedenti film e lei mi aveva definito 'un regista arrogante e presuntuoso'!"
Chi l’ha detto che non si puo’ cambiare opinione?