63° FESTIVAL DI LOCARNO: "BAS-FONDS"
Isild Le Besco ci presenta il suo nuovo film come regista, in concorso
Avevamo già parlato di lei qualche giorno fa, sempre a proposito di Locarno: è lei infatti la protagonista femminile di "Au fond des bois" di Benoit Jacquot, film di apertura di questa 63° edizione del Festival.
Ora invece la ritroviamo, nel "Concorso Internazionale", nelle vesti di regista di "Bas-Fonds" (film che parla di e donne allo sbando, che per la noia e il disagio di vivere arrivano persino ad uccidere).
Di chi sto parlando? Di Isild Le Besco, uno dei personaggi più affascinanti e controversi del cinema francese contemporaneo.
Noi di MilanoFestival l’abbiamo incontrata…
Ha voluto usare uno stile particolare per girare?
"No, l’abbiamo girato molto rapidamente, dicendoci ciò che avremmo voluto fare e seguendo il nostro istinto del momento."
Importante per la narrazione sono gli interni dell’appartamento in cui vivono le protagoniste. Come Le è venuta l’idea?
"Quando ho deciso di realizzare questa storia, le ho immaginate nella loro vita quotidiana ed è venuta fuori quell’ambientazione."
Nel film la violenza ha un ruolo piuttosto rilevante…
"Si, anche se in realtà il mio scopo non era mostrarla. Il mio obiettivo era quello di filmare la vita di queste 3 ragazze, che non riescono ad inserirsi nella società."
Tra i temi che emergono c’è anche quello dell’omosessualità…
"Due delle protagoniste si amano appassionatamente, ma questo non vuole essere un mio punto di vista sulla omosessualità. Queste donne non adulte anagraficamente ma non di fatto, quindi finiscono per cercarsi quasi per noia."
Ed è per noia che tengono sempre la tv accesa?
"Si. Le persone con un’istruzione bassa non hanno praticamente nulla e il loro unico potere è quello di usare il telecomando, grazie al quale vengono catapultate nel mondo della tv. Poi qui stiamo parlando di ragazze che non hanno amici e non si piacciono, quindi non escono mai di casa."
Secondo Lei questa storia di emarginazione riflette la realtà attuale?
"Io non sono né una politica né una matematica, quindi non posso dire se oggi ci sono più emarginati rispetto al passato e via dicendo. Comunque è certo che intorno a loro c’è un vuoto istituzionale: in Francia sono frequenti i casi in cui è chi delinque a presentarsi alle forze dell’ordine e questo, infatti, lo racconto anch’io."