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INTERVISTE

63° FESTIVAL DI LOCARNO: "BELI BELI SVET"

Incontro con il regista e il protagonista del film serbo, in concorso

Nel "Concorso Internazionale" della 63° edizione del Festival del Film di Locarno, troviamo anche “Beli Beli Svet” (titolo inglese “White White World”) del regista serbo Oleg Novkovic.

Il film è ambientato nella cittadina mineraria di Bor e racconta la storia di King, quarantenne solitario che gestiste un bar. Nel suo passato un segno indelebile: la morte dell’amico Animal, ucciso dalla moglie Ruzica con cui lui aveva una relazione.
Quando la donna esce di prigione, nonostante sia ancora attratta da King, si sposa con un altro uomo di nome White. Nella vita di Ruzica c’è anche Rose, sua figlia adolescente vittima di alcool e droga. Un giorno quest’ultima si incontra con King e lui, per via dell’evidente somiglianza con la madre, non può fare a meno di essere attratto da lei.

Noi di Milanofestival abbiamo incontrato il regista e l’attore protagonista Uliks Fehmiu...


Come mai nel film ha mischiato la tragedia greca e musical?

Oleg Novkovic: "Mi piaceva prima di tutto l’idea di usare la struttura della tragedia greca e traslarla in un tempo moderno. Poi pensavo fosse interessante fare in modo che i monologhi e i pensieri dei personaggi venissero cantati, in maniera comunque più intima rispetto al musical. I dialoghi sono pochi, precisi ed asciutti, perché devono essere così: i personaggi diventano qualcosa di diverso solo quando cantano."


Quanta politica c’è nella sua storia?

Oleg Novkovic: "Non ho mai pensato di dargli una connotazione politica, piuttosto ho voluto rappresentare la lotta interna tra ricchi e poveri. La situazione attuale della Serbia non è molto lontana da quella di altri paesi, vittime del capitalismo selvaggio."


Come mai ha scelto di ambientarla nella città di Bor?

Oleg Novkovic: "Perché era un set d’effetto per questo tipo di storia e si crea un rapporto molto forte tra i protagonisti e la città. Qualche anno fa avevo girato qui un documentario e da allora mi ha sempre ispirato. Bor è il simbolo del progresso dell’industrializzazione moderna."


Uliks, quanto è stato influenzato da Suo padre Bekim?

Uliks Fehmiu: "Mio padre, sia come uomo che come attore, cercava la verità e quindi era intenzionato a scavare per far emergere la parte più profonda di noi stessi."


Cosa ci racconta dell’esperienza in questo film?

Uliks Fehmiu: "Ho lasciato il mio paese d’origine 10 anni fa, ma io e Oleg ci conoscevamo da tempo e avevamo già lavorato insieme. A realizzare questo progetto ci abbiamo messo circa 4/5 anni. A piacermi di Oleg è soprattutto la particolare attenzione che riserva al mondo circostante: un approccio in cui credeva molto anche mio padre. Il film appare come decadente, ma in realtà si rappresentano dei personaggi che hanno sete di vita."


Vorrebbe lavorare in Italia come Suo padre?

Uliks Fehmiu: "Io sono nato mentre mio padre girava L'Odissea (è da lì che viene il mio nome) a Roma, città a cui era particolarmente legato. E’ naturale che farebbe piacere anche a me lavorare in Italia."

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Autore: Laura Frigerio
08/08/2010 - 16.18.00
 
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63° Festival di Locarno: "Beli Beli Svet"
Foto: 63° Festival di Locarno: "Beli Beli Svet"
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