FESTIVAL ESTIVI: KALWEIT AND THE SPOKES
Intervista alla raffinata band, tra le protagoniste di questa estate in musica
Il loro "quartier generale" è Milano, ma la loro natura è cosmopolita. Quello dei Kalweit and the Spokes (al secolo Georgeanne Kalweit, Leziero Rescigno e Giovanni Calella) è infatti un progetto trasversale da ogni punto di vista, sia artistico che geografico.
Trovare dei termini precisi per definire la loro musica, che possiamo goderci nell'album di esordio "Around the Edges" (Irma Records), potrebbe risultare troppo riduttivo; la cosa migliore è inserire il cd nell'apposito lettore (anche se ormai non si usa più), schiacchiare "play", chiudere gli occhi e farsi avvolgere da questo crocevia di suoni e di atmosfere al cui fascino non si riesce proprio a resistere.
Un fascino che si amplifica nella dimensione live, come molti di voi avranno già constatato di persona. I Kalweit and the Spokes sono infatti tra i protagonisti di questa calda estate in musica. Tra le varie "grandi occasioni" il MiAmi Festival, che si è tenuto nel capoluogo lombardo nel mese di giugno.
Noi di MilanoFestival abbiamo incontrato la band e ci siamo fatti raccontare diverse cose...
Partiamo dal MiAmi: com'è andata?
“Ci ha fatto molto piacere essere lì, anche se per un set di solo mezz'ora, perchè è diventato un festival piuttosto importante e rappresenta decisamente una buona vetrina, soprattutto per la scena indipendente. E meno male che c'è un locale come il Magnolia che dà spazio alla musica in tutte le stagioni e, a differenza di molti altri, non sembra aver intenzione di chiudere.”
Come vedete il rapporto tra Milano e la musica, rispetto a qualche anno fa?
“Tra il 1990 e il 1995 Milano era ricca di locali dove si suonava dal vivo, oltre che di centri sociali. Oggi invece le cose sono cambiate, non ci sono le stesse strutture e si dà principalmente spazio ai dj e alla musica commerciale. L'Italia soffre e si vede, comunque Roma è sicuramente in una situazione peggiore di Milano.”
Voi in queste settimane state girando parecchio. Che idea vi siete fatti? A livello di festival e di live in generale è meglio la provincia o la grande città?
“Paradossalmente, da questo punto di vista, sembra essere più ricettiva la provincia.”
Spesso allestite i vostri set in maniera particolare. Che mi dite a tal proposito?
“Purtroppo durante i festival non riusciamo perchè il tempo a disposizione è poco, ma appena ci è possibile ci piace dare un tocco multimediale e un arricchimento estetico ai nostri live. Da qui le proiezioni di frammenti di film o l'esibizione all'interno di una bolla gonfiabile, come è successo qualche mese fa alla Triennale di Milano.”
Che frammenti di film usate?
“Vari, andiamo da Lynch a Wenders. Sono citazioni che danno qualche sensazione in più sui nostri gusti artistici.”
La vostra è una musica dalle grandi atmosfere. Come riuscite a crearle?
“E' difficile da spiegare, perchè si creano in maniera naturale. E' comunque certo che la nostra musica si nutre delle suggestioni regalate dalla voce di Georgeanne.”
Prossimi progetti?
“Prima della stagione invernale, che sarà dedicata principalmente ai club, continueremo a suonare in giro per l'Italia. E' possibile che ci vedrete a settembre sul palco del Milano Film Festival.”
Crediti foto: Alice Pedroletti