63° FESTIVAL DI LOCARNO: "KARAMAY"
Incontro con Xin Xu, autore del film pił lungo tra quelli in concorso
Nel 1994, nella città di Karamay, si consumò una tragedia: durante una rappresentazione scolastica nella Sala dell’Amicizia, destinata alle alte cariche del Ministero dell’Educazione e a cui parteciparono quasi 800 allievi selezionati di scuola elementare e media con i loro docenti, divampò un incendio.
Gli scolari furono istruiti di rimanere seduti ai loro posti per consentire agli ufficiali in visita di mettersi in salvo per primi. Quando le fiamme furono domate, si contarono 323 vittime, di cui 288 erano bambini tra i sei e i quattordici anni. Tutti gli ufficiali sopravvissero e su quanto avvenuto ci fu il totale silenzio da parte dei media.
L’8 dicembre 2007, nel cimitero Xiaoxihu di Karamay, una macchina da presa riprende le tombe di queste piccole creature, ai cui genitori continua a non essere consentito il lutto pubblico.
Autore delle riprese è il regista Xin Xu, che a questa tragedia ha dedicato un lungo (6 ore) e commuovente documentario intitolato semplicemente "Karamay", presentato al 63° Festival del film Locarno nel "Concorso Internazionale".
Noi di Milanofestival l’abbiamo incontrato…
Data la censura dei media, come è venuto a conoscenza di questa tragedia?
"Ne ho sentito parlare per la prima volta nel 1994. All’epoca insegnavo in una scuola media e le voci hanno iniziato pian piano a circolare."
L’accaduto ha in qualche modo influenzato l’educazione dei più piccoli in Cina?
"No, l’educazione data è sempre la stessa. Comunque una cosa è certa: a salvarsi sono stati i bambini più disubbidienti, quelli che non hanno seguito l’ordine di rimanere seduti."
Ci parla della lavorazione di "Karamay" e del motivo per cui alla fine è risultata una durata 6 ore?
"Le riprese sono iniziate nel 2007 e sono durate 6 mesi. Sono stati più lunghi i tempi per il montaggio e la post-produzione. Non immaginavo che venisse così lungo, ma poi mi sono reso conto che 12 ore erano adatte ad un argomento del genere. Alla fine però, sia per motivi produttivi che di distribuzione, abbiamo optato per le 6 ore."
Cosa è successo nel periodo che è intercorso tra l’incendio e l’inizio delle riprese?
"Inizialmente si pensava che si trattasse di un incidente, ma poi si sono scoperte una serie di colpe e inadempienze, tanto che si potrebbe parlare addirittura di omicidio."
Com’è stato accolto dai genitori delle vittime?
"Mentre giravo ho notato che non tutti avevano fiducia in me, ma quando il film è stato presentato ad un festival di Hong Kong si sono accorti che forse c’era qualche speranza di far veramente luce su quanto successo."
Hanno avuto problemi a farsi riprendere per il documentario?
"Alcuni si sono fatti intervistare senza problemi, mentre per altri non è stato possibile perché non avevano ancora superato la cosa."
Ha pensato di andare ad intervistare i politici?
"Si, c’è stato un momento in cui l’ho pensato ma poi ho lasciato perdere. E’ chiaro che loro non avrebbero mai voluto che avvenisse questa tragedia, ma comunque continuiamo a chiederci come possa essere avvenuta."
Pensa che "Karamay" avrà problemi ad essere visto in Cina?
"Nei circuiti ufficiali sicuramente si, ma potrebbero esserci delle possibilità attraverso altri canali come i festival."