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"A SINGLE MAN"

In attesa dell'uscita nelle sale milanesi del film di Tom Ford, ecco l'incontro veneziano

 

E’ ormai ‘tradizione’ (o forse sarebbe il caso di dire cattiva abitudine) che delle pellicole presentate, acclamate e magari persino premiate a Festival prestigiosi ci mettano poi un po’ di tempo prima di ‘confrontarsi’ con il pubblico.

Questo è anche il caso di “A Single Man”, che segna il debutto alla regia dello stilista Tom Ford e che, in gara alla 66° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha visto il suo protagonista Colin Firth vincere la Coppa Volpi come ‘miglior interpretazione maschile’.
Il film uscirà finalmente il 22 gennaio nelle sale italiane e noi di MilanoFestival, per ingannare l’attesa, abbiamo pensato di proporvi l’incontro con la stampa tenuto a Venezia da Tom Ford insieme a Colin Firth e a Julianne Moore

Come mai ha deciso di mettersi dietro la macchina da presa?
Tom Ford: “E’ una cosa che volevo fare già da tempo e posso considerarlo il progetto più artistico che abbia mai fatto. Il cinema è espressione pura ed è qualcosa che mi sta particolarmente a cuore, essendo io un creativo. Il soggetto viene da un libro che lessi negli anni’80 e ripresi un paio di anni fa.”

Colin, come si è trovato nei panni di questo professore gay che vive nel ricordo del suo compagno scomparso da diversi anni?
Colin Firth: “Avrei fatto di tutto per interpretare questo personaggio e mi sento un privilegiato per essere stato scelto da Tom. Le riprese sono durate 5 settimane e si lavorava anche di notte: mi sono immerso totalmente in questo film ed è stato un grosso piacere per me stare sempre davanti alla macchina da presa. Comunque tengo a precisare che non si tratta di una storia ‘militante’ a sostegno dei gay, bensì di un’intensa storia d’amore.”

Quanto si è ispirato al libro per costruire il ruolo di George?
Colin Firth: “Il libro mi ha aiutato inizialmente, ma poi l’ho dovuto lasciare. Il ‘fantasma’ del personaggio ritratto dal libro era sempre presente, ma quando si fa un film si rende necessario ‘tradirlo’ almeno un po’. Nel film c’è George visto secondo gli occhi di Tom Ford e l’abbiamo condiviso insieme.”

Charlotte, la migliore amica di George, è una donna molto emancipata per l’epoca…
Julianne Moore: “Si, anche perché qui siamo negli anni’60 (per la precisione nel 1962), che segnano diversi cambiamenti a livello sociale. Non siamo come nel decennio precedente, in cui si è ancora fortemente legati all’idea delle ragazze per bene. Comunque bisogna dire che quella data da Christopher Isherwood, l’autore del libro da cui è tratto il film, è una grande lezione di narrativa perché non si intuisce come andranno le cose finché non finisce la storia.”

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Autore: Laura Frigerio
04/01/2010 - 17.33.00
 
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"A Single Man"
Foto: "A Single Man"
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