Vi raccontiamo il film del regista cinese Li Hongqi, che ha vinto il Pardo d'Oro
Siamo in una tranquilla cittadina del nord della Cina. E’ l’ultimo giorno delle vacanze invernali per 4 adolescenti, che ciondolano per le strade senza che accada niente di interessante. Talvolta si ritrovano a casa di uno di loro, Zhou Zhixin, che vive con il padre, il fratello e il nipote. I loro discorsi non sembrano particolarmente profondi, ma in realtà capita che a volte si scontrino su punti importanti, soprattutto per ragazzi della loro età. Laowu, per esempio, si ritrova a discutere con la sua ragazza in che misura l’amore adolescenziale possa interferire con il rendimento negli studi; mentre Laobao si chiede quanto valga l’educazione scolastica nella vita reale.
“Han Jia” (titolo inglese “Winter Vacation” ) è il film, diretto da Li Hongqi, che si è aggiudicato il Pardo d’Oro alla 63° edizione del Festival film di Locarno. Un premio su cui non tutti concordavano (essendoci diverse pellicole meritevoli), nonostante l’apprezzamento dell’opera. “Han Jia” è infatti un film per certi versi delizioso, in quanto si muove sui fili della pseudo-leggerezza adolescenziale con momenti divertenti e altri leggermente pensosi. Il problema è che si muove a volte troppo lentamente e questo non fa che indebolire l’efficacia narrativa. Peccato. Da sottolineare il fatto che è la seconda volta di fila che a Locarno vince una pellicola orientale (per la precisione cinese), a conferma di un trend che sta "contagiando" diversi festival internazionali. Da qui la domanda: se la qualità di questo cinema è così alta, perché passa così raramente nelle nostre sale?
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