Daniele Gaglianone ci presenta il suo film, unico italiano in concorso
Non è facile avere la "responsabilità" di essere l’unico italiano nel "Concorso Internazionale" del 63° Festival di Locarno, ma Daniele Gaglianone è felice di prendersela anche perché a questo suo "Pietro" tiene molto. "L’idea per questo film nasce 3 anni fa, in un momento piuttosto difficile per me." - ci racconta il regista - "Le cose non andavano nel verso giusto e mi sentivo tagliato fuori, quindi mi è venuto quasi spontaneo scrivere una storia dura,che raccontasse non solo uno stato d’animo ma anche una realtà. Di persone come Pietro, infatti, ce ne sono tante."
Il film, ambientato in un’anonima periferia, racconta la storia di un ragazzo (che si chiama per l’appunto Pietro) essenzialmente solo, che si divide tra un lavoro precario di volantinaggio e una vita familiare legata al fratello Francesco, un tossicodipendente che passa tutte le sue giornate in compagnia dei suoi amici (naturalmente poco raccomandabili), tra cui spicca lo spacciatore NikiNiki. Pietro, per farsi accettare da loro, si ritrova ad assumere il ruolo del buffone, ma ad un certo punto il meccanismo di questo perverso gioco si inceppa (causa l’incontro con una ragazza finito non benissimo sempre a causa dei loschi figuri) e il giovane inizia a reagire, a suo modo.
Pietro è interpretato da Pietro Casella e il fatto che abbiano lo stesso nome non è una coincidenza: è stato il regista a volerlo e oltretutto gli interni sono stati girati nella casa dell’attore. Altre curiosità: la maggior parte del cast viene dal mondo del cabaret e il tutto è stato girato in soli 12 giorni.
Il film ha ricevuto un’ottima accoglienza e si dice che potrebbe essere uno dei possibili vincitori. Staremo a vedere…
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